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Conoscere il Parco dei Nebrodi
La Guida "Indipendente" ai Comuni dei Nebrodi.

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[ Foto Nebrodi - Escursioni sui Nebrodi - Directory Nebrodi ]

 

il lago Maulazzo nel Parco dei Nebrodi
immagini dal Parco dei Nebrodi
foto del Parco dei Nebrodi

 

Parco dei Nebrodi, guida ai parchi in Sicilia, notizie, escursioni, foto, news, riserve, itinerari.

il territorio del Parco dei Nebrodi
Territorio del Parco dei Nebrodi

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escursioni sui Nebrodi con Sicilia Mountain Trekking

 

Il Parco dei Nebrodi è la zona più umida di Sicilia

Il Parco dei Nebrodi
Storia, Guida, Informazioni, Escursioni, Foto e Itinerari dell'area verde più importante di Sicilia.

Ultimo per istituzione, primo per estensione, il Parco dei Nebrodi è il più grande d'Europa, comprendendo il territorio di 23 comuni appartenenti a tre diverse province.
18 ricadono in provincia di Messina (Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Caronia, Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, S. Agata di Militello, S. Domenica Vittoria, S. Fratello, S. Marco D'Alunzio, S. Stefano di Camastra, S.Teodoro, Tortorici, Ucria), 3 nella provincia di Catania (Bronte, Randazzo, Maniace), e uno in provincia di Enna (Cerami).

Suddivisione in zone della riserva
Istituito il 4 agosto 1993, il Parco dei Nebrodi ha un'estensione di 85.687 ettari ed interessa il territorio di 21 comuni. Notevole è la sua escursione altimetrica, che da poche decine di metri sul livello del mare raggiunge la quota massima di 1847 m. di Monte Soro. II parco è suddiviso in 4 zone nelle quali, a seconda dell'interesse naturalistico, operano particolari divieti e limitazioni, funzionali alla conservazione e, quindi, alla valorizzazione delle risorse che costituiscono il patrimonio dell'area protetta. Alla base della filosofia del parco è, infatti, il concetto di capacità portante, il quale definisce il limite oltre il quale la risorsa utilizzata nello svolgimento di una attività viene gravemente compromessa. Pertanto, la conservazione, motivo fondamentale dell'istituzione del parco, si realizza in senso dinamico, grazie a tutti quegli interventi volti all'uso compatibile delle risorse, ed è finalizzata alla valorizzazione delle risorse stesse. Assicurare, infatti, la perpetuazione nel tempo della risorsa è il presupposto essenziale per la sua stessa valorizzazione.

La zona A (di riserva integrale) è estesa per 24.546 ettari e comprende i sistemi boscati alle quote più elevate, le uniche stazioni siciliane di Tasso (Taxus baccata) ed alcuni affioramenti rocciosi. Oltre i 1200 m.s.l.m., sono localizzate vaste faggete (circa 10.000 ettari), mentre a quote comprese tra gli 800 ed i 1200 metri, sui versanti esposti a nord, e tra i 1000 ed i 1400 metri, sui versanti meridionali, è dominante il Cerro (Quercus cerris). Ampie aree pascolative si aprono, inoltre, tra faggete e cerrete. E' importante evidenziare che il Faggio (Fagus sylvatica) trova nel parco l'estremo limite meridionale del suo areale di diffusione. A quote meno elevate (600?800 metri fino al livello del mare) si trova la Sughera (Quercus suber) che, in particolare nel territorio di Caronia, forma associazioni di grande pregio ecologico. Sono, infine, ricomprese nella zona A le stazioni delle specie endemiche più importanti e le zone umide d'alta quota, nonchè tratti di interessanti corsi d'acqua.

La zona B (di riserva generale) è estesa per 46.879 ettari ed include le rimanenti formazioni boscate ed ampie aree destinate al pascolo, localizzate ai margini dei boschi. Sono, inoltre, presenti limitate zone agricole ricadenti in areali caratterizzati da elevato pregio naturalistico e paesaggistico.

La zona C (di protezione) si estende per 569 ettari e ricomprende nove aree, strategicamente distribuite sul territorio, in cui sono ammesse le attività rivolte al raggiungimento di importanti finalità del parco, quale, ad esempio, la realizzazione di strutture turistico?ricettive e culturali. La zona D (di controllo) è la zona di preparco e si estende per 13.593 ettari. Essa costituisce la fascia esterna dell'area protetta e consente il passaggio graduale nelle zone a più alta valenza naturalistica.

La zona D (di controllo) è la zona di preparco e si estende per 13.593 ettari. Essa costituisce la fascia esterna dell'area protetta e consente il passaggio graduale nelle zone a più alta valenza naturalistica.

Parco dei Nebrodi: la Sicilia che non ti aspetti

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Nebrodi: terapia naturale

La montagna è un ambiente particolare, fra i pochi non modificati dall’uomo. Il Parco dei Nebrodi conserva quell’aspetto primordiale che parla a una parte profonda, antica dell’animo umano...                              leggi tutto

 
 

Antichi mestieri: la produzione del carbone
Antica attività tuttora presente nel Parco dei Nebrodi è la produzione del carbone. Pochi conoscono realmente questa arte, che risulta alquanto misteriosa. Il carbonaio prepara i “fussuna” scegliendo la legna e selezionandola in rapporto alla grossezza e alla lunghezza, la sistema in cataste e la ricopre di terra umida e foglie. Accende la carbonaia e vigila attentamente giorno e notte, guarda il fumo che esce ed ascolta gli scricchiolii per capire se la cottura sta avvenendo in modo uniforme. Dopo circa due settimane, finito il fumo, il carbone è pronto. L'Ente Parco ha realizzato il sentiero tematico del carbone . Esso ripropone i momenti fondamentali del ciclo di produzione del carbone. Il sentiero parte da Portella dell'Obolo, si addentra nel bosco della Moglia e snoda attraverso le aie carboniliche (aree destinate alla realizzazione dei “fussuna”).
 

 

atmosfere mozzafiato nel Parco dei Nebrodi

invia le tue foto a foto.nebrodi@gmail.com

 
APPROFONDIMENTI:
- Statuto del Parco dei Nebrodi
- Disciplina funghi in Sicilia
- Rilascio tessera raccolta funghi
- Funghi consentiti in Sicilia
- note legali sul Parco dei Nebrodi
 

Fauna del Parco dei Nebrodi
Un tempo regno di cerbiatti (così come di daini, orsi, caprioli), i Nebrodi (il cui significato deriva dal greco nebros che vuol dire, appunto, cerbiatto) costituiscono ancora la parte della Sicilia più ricca di fauna, nonostante il progressivo impoverimento ambientale. Gli ultimi lupi furono abbattuti alla fine degli anni Venti ed i grifoni, che volteggiavano sulle Rocche del Crasto, sono scomparsi agli inizi degli anni Sessanta, a causa dei bocconi avvelenati disseminati sul territorio e destinati alle volpi. Grazie alla sua alta varietà ambientale, il Parco dei Nebrodi ospita comunità faunistiche ricche e complesse: numerosi i piccoli mammiferi, i rettili e gli anfibi, ingenti le specie di uccelli nidificanti e di passo, eccezionale il numero di invertebrati.
Tra i primi si ricordano l'Istrice (Hystrixcristata), il Gatto selvatico (Felis sylvestris) e la Martora (Martes martes), specie molto rare; tra i rettili la Testuggine comune (Testudo hermannl), la Testuggine palustre (Emys orbicularis); tra gli anfibi, il Discoglosso (Discoglossus pictus) e la Rana verde minore (Rana esculenta)

 

Visitando il Parco dei Nebrodi si avrà uno straordinario contatto con la natura, occasione di relax e risveglio dei sensi. Diverse sono le attività che si possono svolgere:
bird watching, trekking, escursioni in fuoristrada 4x4 ...

si ringrazia per le foto  AlcaraOnLine.it
Foto di Alcara Li Fusi - [www.alcaraonline.it]
Foto di Alcara Li Fusi - [www.alcaraonline.it]
Foto di Alcara Li Fusi - [www.alcaraonline.it]
Foto di Alcara Li Fusi - [www.alcaraonline.it]

per ricevere ulteriori informazioni scrivi a tirreno.nebrodi@gmail.com

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